|
Ultimamente in Europa pare stia venendo su un’interessante serie di gruppi che partendo dal cosiddetto Gothic Metal allargano il loro raggio d’azione a diversi rami della musica malinconico-depressiva, senza per questo usare la formula (un po’ troppo abusata ultimamente) del catchy a tutti i costi, bensì offrendo una proposta articolata ed indubbiamente più impegnativa. Di questa categoria fanno parte anche i Rain Paint, nuovo progetto di Aleksi Ahokas dei finlandesi Fragile Hollow, nato direttamente dalle ceneri dei promettenti Prophet. Musica di assimilazione non facilissima dunque, senz’altro per palati raffinati, che nasce dall’alternanza di parti slow molto vicine a certo Doom Metal (la band-track “Rain Paint”), parti più veloci e classiche non troppo lontane dai Sentenced (“Death Drive & Fear”) e momenti dal feeling più semplicemente Rock (la tristezza della conclusiva “Loose And Over”). Aggiungete al tutto spunti presi dai soliti Anathema e Katatonia (che, per numero di bands influenzate, sembrano i Led Zeppelin ed i Black Sabbath di fine millennio) ed un’azzeccata alternanza tra growl e voce pulita ed ecco che la ricetta vincente è completa. Gli otto pezzi del disco si dimostrano sufficientemente personali, e, grazie ad un songwriting vario e sempre funzionale alla causa, riescono a passare in rassegna un buon numero di umori ed atmosfere, sicché risulterebbe piuttosto difficile indicare punti morti; il tutto a favore dell’armonia generale del disco, che riesce così a far convivere escursioni musicali piuttosto differenti in maniera sufficientemente omogenea. Forse non è l’album che trascenderà i generi per rimanere nella storia, ma non mancherà affatto di scaldare gli animi di quanti apprezzano la musica violenta sì, ma anche elegante e ragionata.
Tony Aramini
Voto:
7
|