RAISON D'ETRE

"Requiem For Abandoned Souls"

(Cold Meat Industry)

2003

1. In Abandoned Places
2. The Shadow Of The Soul
3. Disintegrates From Within
4. Towards Desolation
5. Becoming The Void Of Nothingness

Pietra miliare del Dark Ambient, il progetto Raison D'etre, seppur con qualche episodio leggermente auto-indulgente, è sempre stato capace di ammaliare con capolavori d'arte oscura. Episodi come (tra gli altri) "Within the Depths Of Silence And Phormations", oppure "Enthraled By The Winds Of Lonelines", sono un pezzo di storia di questo meraviglioso ed angosciante genere. Non sapevo bene cosa attendermi da "Requiem For Abandoned Souls", temevo qualche incidente di percorso, ma fortunatamente Peter Andersson non solo non ha fallito, ma ha cesellato un altro disco disperante e ricolmo di nera angoscia. Ti accorgi della grandezza di un artista quando, cercando punti di riferimento per descrivere la sua opera, tutti gli esempi che ti balzano all'occhio sono cronologicamente successivi. Potremmo infatti trovare somiglianze con pur ottimi progetti come Caul o Profane Grace, ma sarebbe ingiusto accostarli al lavoro di P.Andersson, uno che i tempi li ha sempre precorsi e mai inseguiti. La sua opera non necessita di rivoluzioni per rimanere valida, ancora una volta il suo Dark Ambient con sfumature industriali colpisce proprio nel punto in cui deve colpire : nella paura dell'ignoto, nelle angosce primordiali riportate alla luce, nell'evocare costruzioni disabitate e diroccate come quella della (magnifica) copertina. Gli ingredienti sono sempre quelli : synth glaciali capaci di attaccare l'ascoltatore da tutte le direzioni e qualche accenno rumorista per valorizzare il tutto. Sembra facile, ma evidentemente non lo è, se solo i Raion D'Etre sono in grado di concepire una "The Shadow Of The Soul", che racchiude in sette minuti tutto quello che è possibile chiedere ad un pezzo di questo tipo : un inizio costellato di false promesse di speranza ed un baratro conclusivo che le spazza tutte via. Paura, desolazione, angoscia, rassegnazione e soprattutto inquietudine…tanti provano a descriverle, pochi ci riescono. Peter Andersson, è a pieno titolo tra questi ultimi, ed il suo requiem per le anime abbandonate ne è un fulgido esempio. Un'altra magnifica tappa di un grandissimo cammino.


Reje

Voto: 8

raisondetre.coldmeat.se