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E il viaggio dei Rammstein continua... Viaggio di terra, aria e mare, un viaggio arrivato al quarto episodio con lo sguardo rivolto verso un avvenire sempre pių luminoso: la Madre ha generato un figlio di cui poter andare fiera. Undici cartoline provenienti da tutto il mondo, che, a dispetto di un (presunto) immobilismo sonoro, dispiegano nuovi scenari e soluzioni sempre pronte a stupire: abbracci dalla Germania, con i deflagranti frammenti di cannibalismo lirico/sonoro di 'Mein Teil' oppure dagli Stati Uniti, con un singolo DEVASTANTE come 'Amerika', dall'inedito ritornello in inglese, che, volenti o nolenti, č IL ritornello dell'anno. Non mancano poi i saluti da 'Moskau', dove la capitale della Russia si rende teatro di un improbabile quanto riuscito "Rammstein meets TATU" (sė, quelle TATU), oppure albe che evocano scenari epici e maestosi, come in 'Morgenstern' o nella title-track, con coro ed orchestra finalmente al servizio delle canzoni, e non viceversa; e se tutto questo non vi bastasse, i Rammstein sono pronti a regalarvi 'Los', episodio semiacustico in odore di ultimi Depeche Mode, oppure a scoprirsi insospettabili cantori di ballate d'amore, come in 'Ohne Dich'. 'Reise, Reise' convince e conquista sin dal primissimo ascolto e si candida non solo come disco pių riuscito del sestetto tedesco, ma anche tra i probabili dischi dell'anno: e voi, siete pronti a partire?
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Voto:
8,5
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