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Non so se definire questi The Rapture come una vera e propria presa per i fondelli oppure come un gruppo che non ha molto le idee chiare sul da farsi. Iniziamo col dire cosa fanno ‘sti tipi: l’idea di base sarebbe quella di mischiare una sorta di punk-noise molto old school con la dance e l’elettronica più odierna. La cosa in due-tre pezzi su undici si sente pure, e non è neanche male: la particolare voce del cantante, più la batteria dotata di una ritmica molto “funky”, fanno di “house of jealous lovers”, “coming of spring” e della più lenta ed angosciante “infatuation” le uniche canzoni interessanti di tutto il disco, anche se non sembrano comunque brillare di tanta originalità, considerando che una quindicina di anni fa c’era gente che faceva più o meno le medesime cose giusto in maniera un po’ più grezza. Per il resto, il tutto è drasticamente suddiviso tra una sottospecie di canzoncine pseudo-punk così trite e ritrite che annoierebbero pure i Pornoriviste e della roba che sembra scarti della dance più commerciale in circolazione. Probabilmente non potevo essere più conciso e più chiaro nel descrivere quest’album, se non dicendo che si tratta uno dei dischi più noiosi che abbia mai ascoltato in vita mia, dove un’idea apparentemente innovativa e originale viene sviluppata nella maniera più prevedibile e sbagliata possibile.
Asdomar
Voto:
4
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