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Reduci
da un
disco né carne né pesce salvato in corner (almeno per quanto riguarda
i consensi di pubblico) dal singolone che ne permise il botto su larga
scala, col nuovo “Hide From The Sun” i Rasmus si intestardiscono nel
proseguire la strada “pseudo-darkettona-incazzata” (concedeteci la
definizione pittoresca) che tanto successo sembrava avergli regalato due
anni fa. Insomma, condire i nuovi pezzi con i riff più duri mai scritti
(da loro) per cercare di costruirsi una credibilità. Agli occhi di chi
però non è dato saperlo. Altro punto dolente sono le melodie ed i
ritornelli; ruffiani quanto volete, ma se anche i migliori (“Lucifer’s
Angel”) sanno di già sentito vuol dire che qualcosa che non va c’è.
A mancare è più che altro l’incisività, visto che, con poche
eccezioni, i refrain di questo disco si dimenticano con la stessa facilità
con cui li si memorizza. Poi potremmo metterci a parlare di rapine a mano
armata agli ultimi Him, se non addirittura di qualche piccolo inaspettato scippo
ai Bon Jovi di pezzi come “Bounce” e parentame vario (cosa sulla quale
preferiamo non indagare), ma forse il tutto assumerebbe connotati più
drammatici di quanto effettivamente lo siano. E commentare testi del
tenore di “No fear, destination darkness” sarebbe un po’ come
sparare sulla croce rossa, quindi ci limitiamo ad asserire che “Hide
From The Sun” è un lavoro oltremodo prevedibile, ampiamente digerito
ancor prima di terminarne l’ascolto, privo della freschezza del prodotto
di consumo così come della longevità del disco impegnato. Se invece che
dal sole andassero a nascondersi dai riflettori ?
Tony
Aramini
Voto:
5
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