REVEREND BIZARRE

"In The Rectory Of The Bizarre Reverend"

(Low Frequency)

2002

1. Burn In Hell
2. In The Rectory
3. The Hour Of Death
4. Sodoma Sunrise
5. Doomsower
6. Cirith Ungol

Se è vero che oggi praticamente ogni cosa abbia almeno una battuta lenta è catalogata come “doom”, è altrettanto vero che per certi gruppi questa etichetta non è usata a sproposito. Questo è uno di quei casi, ed i RB non hanno a neppure provato farne mistero. Anzi, lo ripetono fino al parossismo nel booklet, con un’insistenza tale che semmai qualcuno stesse cercando i Manowar di questo sottogenere, sarebbe bene si fermasse qui e non cercasse oltre. Ed anche musicalmente questi finlandesi cercano con maniacalità di non stupire in nessun modo, riuscendoci per altro senza troppi problemi. Quello che esce dalle casse è infatti puro e distillato doom-metal stile (per non dire copia) Saint Vitus / Obsessed talmente sputato che sembra da un momento all’altro debba saltare fuori la voce di Wino. Qualsiasi cosa sia stata partorita negli ultimi 15 anni nel ramo (dalle divagazioni ‘sinfoniche’ alla Skepticism, agli estremismi degli Esoteric, agli incontri col death metal dei Winter, solo per citarne alcune) è accuratamente evitata. Solo sporadiche accelerazioni e minimi accenni tastieristici spostano questo album dall’ortodossia più pura. Se sulla questione originalità, visto che tutto sommato questo album è talmente demodé da risultare onesto, si può anche passare oltre, non si può però sorvolare sulla prolissità di alcuni passaggi (anche rispetto al genere, il che è tutto dire) e sulla eccessiva lunghezza di molti pezzi, il che è un peccato, visto che comunque i Reverend Bizzarre riescono per ampi tratti a mantenere viva l’attenzione. Concludendo, l’album va preso per quello che è : un omaggio abbastanza riuscito al doom-metal ed alle sue radici, solo per orfani inconsolabili delle oscure sonorità dei Saint Vitus.


Reje

Voto: 6

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