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Rose Rovine E Amanti è l’ambizioso progetto del capitolino Damiano Mercuri, che si riaffaccia sulla scena dopo il positivo mini-cd d’esordio di qualche tempo fa. “Woyzeck”, come facilmente intuibile, è un concept ispirato all’omonimo film di Herzog tratto dal romanzo di Georg Burchev. Narra le vicende di un soldato ottocentesco (continuamente umiliato dal suo superiore) che non esita ad uccidere la sua amata dopo averne scoperto i tradimenti. Non mancano all’interno delle varie songs diversi estratti dai dialoghi del film, sia dalla sua versione originale made in Germany che dal suo adattamento italiano. Il concept si snoda lungo un percorso musicale indubbiamente interessante, che, partendo da territori neo-folk, non si astiene dallo sperimentare coraggiose incursioni Ambient fino ad arrivare ad episodi al limite della DarkWave più cupa e “mortale”, come ben dimostrato in “Noi Vi Odiamo!”. Nonostante la presenza di questa pluralità di stili, l’album è lungi dal poter essere definito disomogeneo, con atmosfere variegate e nel contempo perfettamente integrate tra loro. Se durante gli episodi più Ambient il nostro non si sforza più di tanto, producendo composizioni sicuramente ben fatte, ma che in fin dei conti osano poco, risultando piuttosto nei canoni del genere, vedi “La Ballata Della Donna Bugiarda” o “Il rifugio Di Mishima”, che tra i pezzi incentrati su questo stile è senza dubbio quello che prediligo, grazie alle sue atmosfere che in alcuni frangenti mi hanno rimandato a cose viste su “Hlìdskjalf” di Burzum. Molto meglio invece quando a farla da padrone troviamo sonorità Neo-Folk, dimensione nella quale Damiano mi pare molto più a suo agio, o comunque nella quale riesce a dare frutti senz’altro più originali ed interessanti. Dalla stupenda “Intro”, passando per “Lupo”, fino all’incredibile teatralità della title-track, probabilmente massimo highlight del lavoro, è un continuo susseguirsi di emozioni e spunti quasi teatrali/cabarettistici. Grazie all’interessante varietà di atmosfere proposteci, “Woyzeck” sarà capace di suscitare interesse sia tra gli adepti di Death In June, che tra quelli di This Mortal Coil o addirittura degli stessi Burzum (ovviamente quelli dell’ultimo periodo), ed è senz’altro un pregio a mio avviso. Un altro nome che può dire tranquillamente la sua in un panorama italiano ormai fatto di “pochi, ma buoni”. Il disco è disponibile in una limitatissima edizione deluxe con copertina cartonata formato A4 richiedibile anche presso il loro sito ufficiale.
Tony Aramini
Voto:
7
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