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Mettiamo le cose in chiaro:
1) i Sargeist NON somigliano ai Darkthrone. O meglio, somigliano ai Darkthrone per vostri genitori, per i vostri amici che ascoltano solo musica fruibile, per Gianni Morandi, per tutti quelli che quando state col vostro bello stereo a palla dicono "ma non si capisce niente" oppure "queste canzoni sono tutte uguali". (A volte è vero.)
2) i Sargeist sono nati solo pochi anni fa, formati da musicisti Black Metal finlandesi che non hanno partecipato agli anni fondamentali del movimento, ai roghi di chiese, ai cadaveri di animali gettati sul pubblico e tutte quelle robe lì.
3) i Sargeist NON hanno - lo spero per loro - nessuna intenzione (per adesso) di rivoluzionare il panorama musicale mondiale, preferiscono attenersi a schemi che altri (quelli lì) hanno tracciato fino a dieci anni fa.
4) Sargeist significa "Spirito della bara", suppongo in finlandese. Che carini!
Ora possiamo parlare del disco: produzione più che soddisfacente, solite due chitarre che armonizzano, solita batteria martellante, soliti riff, solita voce urlata. Belle melodie dal gusto glaciale (citare la glacialità è d'obbligo quando si parla di un gruppo del genere), a volte circondate da un alone epico, si alternano a sfuriate dense di malignità e odio; il ritmo rallenta e accellera per lasciare spazio a tutti i tipi di riffing formulati nella storia del black metal (quelli più cadenzati e quelli con la batteria che fa tu-tu-tu come il telefono occupato), ogni tanto fanno la loro comparsa anche le tastiere; le idee ci sono in abbondanza, anche se la qualità delle canzoni è altalenante (si passa da momenti di indifferenza e di "già ampiamente abusato in tempi in cui i Mayhem non erano commerciali" a brani quali "Frowning, Existing", che sembra composta dal figlio illegittimo di Jon Nodtveidt e cantata da Varg sotto l'effetto di crack); insomma, Satanic Black Devotion non è affatto brutto. Quello che stupisce è sentire la gente che ne parla come di un capolavoro assoluto. Però, dato che probabilmente questa gente è la stessa che non ha vissuto in Norvegia nel 1991 e che vorrebbe aver vissuto in Norvegia nel 1991, e che forse non compra dischi di band che abbiano stipulato contratti con una major (VENDUTI!), la cosa non mi preoccupa più di tanto.
Emanuele "Maraska"
Voto:
6 e 12
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