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Dietro il monicker Sirenia si cela la nuova band dell’ex-Tristania Morten Veland, e la prima impressione che ha generato in me l’ascolto di questo disco è che la vera anima della band che ha sfornato “Widow’s Weed” e “Beyond The Veil” non è quella scarica e spompata di “World of Glass”, bensì quella di questo ben più coinvolgente “At Sixes And Sevens”. Non staremo parlando del disco che indicherà nuove coordinate per la musica del terzo e quarto millennio, ma questi Sirena hanno sfornato un album davvero buono che trova il suo spazio nel mercato e si lascia ascoltare. Musicalmente tutto è abbastanza semplice : prendete il gothic/doom (etichetta che non ho mai sopportato, ma se il mondo ha deciso così io mi adeguo) dei Tristania di “Beyond The Veil”, fate entrare uno o due –non di più- raggi di sole nella sua cupezza, correggete –impercettibilmente- il tiro verso il gothic più orecchiabile e quello che otterrete sarà molto simile a questo ASAS. Nonostante la durata media delle canzoni sia molto alta (sui 6 minuti), Morten si dimostra un marpione e ricorrendo a vari trucchetti riesce a tenere alta l’attenzione per un bel pezzetto. Infatti la noia è evitata grazie alle più disparate soluzioni sonore : un uso intelligente dei cori, un’improvvisa accelerazione, un passaggio acustico o di pianoforte e qualche inserto di violino sono solo alcune delle idee che si trovano in questo disco. In conclusione, se amavate i Tristania e stavate ancora aspettando il vero successore di “Beyond The Veil” probabilmente l’avete trovato, altrimenti magari date un ascolto preventivo perché il rischio è di trovare il tutto in qualche misura prolisso, ma può valerne la candela.
Reje
Voto:
7-
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