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Che Morten Veland fosse la vera mente dei Tristania lo si era già capito due anni fa, allorquando “At Sixes And Sevens”, debutto dei Sirenia, pur non facendo gridare al miracolo risultava godibilissimo e soprattutto s’imponeva in maniera abbastanza netta nel confronto a distanza con “World Of Glass”, album che inaugurava la nuova line-up dei suoi ex colleghi. La formula a cui a cui si rifà questo “An elisir Of Existence” è proprio quella già ampiamente sfruttata nel debut, dunque se da una parte ci duole constatare che musicalmente nulla è lasciato al caso o alla sperimentazione, dall’altra non possiamo far altro che tirare un sospiro di sollievo davanti a pezzi indubbiamente piacevoli e ben costruiti. Morten d’altronde non è l’ultimo arrivato, dunque è quasi naturale per lui provare a rendere il tutto molto scorrevole, adottando in fase di songwriting svariati “trucchetti” tipici di chi certi meccanismi li conosce a menadito: parti rallentate, accelerazioni improvvise, cori d’impostazione classica, growl che di tanto in tanto lascia spazio alle clean vocals. La cosa che dovrebbe far riflettere, è che si tratta in sostanza degli stessi espedienti a cui si era già fatto ampiamente ricorso nel primo album, così anche se l’ascolto inizia nel migliore dei modi (“Lithium And A Lover” colpisce molto più di quanto ci si potrebbe aspettare), alla fine il tutto tende a ridimensionarsi, e non di rado i diversivi messi in atto finiscono col sembrare paradossalmente prevedibili (si veda l’insistere con l’uso dei cori classici anche laddove non ce ne sarebbe stato bisogno). Era inevitabile dunque che, ripetendo ancora la stessa formula, qualche prolissità su cui in precedenza abbiamo chiuso un occhio sarebbe venuta alla luce, ma, tolto questo, “An Elisir For Existence” si dimostra un lavoro abbastanza intenso e di una certa classe. Chi ha nostalgia del primo Gothic Metal avrà di che gioire.
Tony Aramini
Voto:
6 e 12
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