SOILWORK

"Natural Born Chaos"

(Nuclear Blast)

2002

1. Follow The Hollow
2. As We Speak
3. The Flameout
4. Natural Born Chaos
5. Mindfields
6. The Bringer
7. Blask Star Deciver
8. Mercury Shadow
9. No More Angels
10. Soilworker?s Song Of The Damned

Per la serie “Le confessioni di un italiano”, ammetto di essere stato uno dei pochi delusi dal precedente “A predator’s portrait”, avendolo ritenuto fino a poco fa un album che, nonostante tutti gli sforzi fatti (vedi ad esempio certe linee vocali ed il maggiore uso di melodie rispetto al passato), non brillava a causa di una piattezza di fondo malcelata dietro a chitarre d’impatto. Come per i The Crown, alla luce di quest’ultimo NBC , sono costretto a rivedere leggermente il giudizio sul predecessore, che ora appare più chiaramente come album di transizione. Per completare la trasformazione e portare aria nuova sono stati assoldati nientemeno che Devin Townsend e Fredrik Nordstrom alla produzione e missaggio, ed alla fine sembra che siano riusciti nella loro missione : tirare fuori i Soilwork dalla palude in cui erano impantanati, rinfrescando il loro sound e tagliando ormai definitivamente i ponti con il passato. Se è vero che l’abbondanza di mid-tempos deluderà i thrasher più ortodossi, bisogna però ammettere che mai come in quest’album gli Svedesi sono riusciti a coprire una parte così ampia dello spettro emozionale. C’e’ ancora la rabbia, certo, una rabbia meno impulsiva e più ragionata, ma c’e’ ancora e “Follow the hollow” dovrebbe esserne l’emblema. Ma c’e’ anche spazio per momenti dove compaiono punte (punte, sia chiaro) di nostalgia e malinconia, per uscire dalla routine con interessanti inserti di Hammond in tessiture thrashy, ( Thrash anni 70’s ? Non proprio, ma…) per un uso intelligente della melodia soprattutto (ma non solo) nella voce…insomma, non c’è di che annoiarsi, se si è disposti a barattare il semplice impatto con qualcos’altro. La mano di Townsend si sente eccome, infatti il suono di APP e’ stato reso meno tagliente e più vicino ad ogni cosa abbia tirato fuori il grande Devin recentemente. Tanto per quantificare, (non si dovrebbe fare, ma concedetemelo) siamo a metà strada tra il sound dell’album precedente ed i suoni dei vari Physicist, Ocean Machine e capolavori vari. Il Songwriting è molto ispirato nonostante qualche piccola ridondanza evitabile e tutto scorre bene dall’inizio alla fine…insomma, avrete capito che m’e’ piaciuto e non poco, a mio parere NBC è al pari del loro debut il loro episodio migliore, pur rendendomi conto che molti thrasher storceranno non poco la bocca. In ogni caso, il pollice è all’insù e sono felice che qualcuno stia cercando una via d’uscita dall’ormai inflazionatissimo death scandinavo, in special modo i Soilwork, visto che un Predator’s Portrait parte 2 mi sarebbe risultato molto, troppo indigesto.


Reje

Voto: 8=

www.soilworkers.com