SOLEFALD

"In Harmonia Universali"

(Century Media)

2003

1. Nutrisco Et Extinguo
2. Mont Blanc Providence Crow Christania
3. Epictetus & Irreversibility
4. Dionysify This Night Of Spring
5. Red Music Diabolos
6. Buy My Sperm
7. Fraternité De La Grande Lumière
8. The Liberation Of Destiny
9. Sonnenuntergang Im Weltraum

Probabilmente verrò aspramente criticato per questa recensione; il mio compito è spiegare come suona un disco, decidere se consigliarlo o meno e, nondimeno, spiegare di che genere è la proposta musicale. Andrò, testardamente oltre: i rimandi che ho scorto nel fluire dell’ultimo vagito dei Solefald sono (in ordine d’apparizione): sound-track di films thriller, cori ecclesiastici, Mozart, Metallica, Therion, Emperor, Iron Maiden, Arcturus, Satyricon e Dream Theater. Conscio del fatto che, dopo questa recensione, forse avrò molto più tempo libero ed un impegno di meno, mi imbarco nell’arduo compito di focalizzare l’attenzione sui suoni, su ciò che comunica il cd (ci provo). Innanzitutto dietro “In Harmonia Universali” c’e’ un concept articolato e sfizioso, ovvero l’armonia universale trattata dal filosofo Leibniz. Mentre, musicalmente parlando, il primo punto forte dell’album sono le voci di Lazare e Cornelius, che riescono ad essere solari, aspre, lugubri, sofferte, mortifere e sognanti, variando da un cantato simil pop ad uno più cupo, a volte solenne, fino a delle timbriche blackish (vedi ultimissimi Emperor). Coadiuvati da un ottimo coro, interamente maschile, riescono a dare anima prima che corpo a canzoni già di per sé vive e piene. L’hammond dona al disco quel piglio thriller ed oscuro, unito agli stacchi di pianoforte (specialmente in “E.Munch commemomoration”) ed alle fughe di sax presenti in più canzoni (ad esempio “nutrisco ed extingu” e “dionysify the night of spirit”) rende il cd ricco di atmosfera, di pathos, di momenti spiazzanti. Spiazzante, però, e’ dire poco: dopo l’ascolto di “epictetus & irreversibility” non si può che rimanere basiti di fronte ad un cocktail che miscela sapientemente Emperor, musica classica, Satyricon e voci pop. Asfissianti litanie oscure che catturano ed avvelenano l’anima vengono bruscamente interrotte da echi di classica, o da cori una volta tronfi ed un’altra accattivanti, salvo poi venire avvolti da atmosfere lugubri e venir strapazzati e scossi di nuovo da assoli di sax, breaks di hammond, riffs thrash e black... Non mi stancherò mai di rimarcare il fatto che l’evoluzione del black-metal stia coincidendo con l’evoluzione del metal stesso. Gruppi come Manes, Ephel Duath, Aborym, Ulver, Arcturus, Die Apocalyptischen Reiter e, non ultimi, Solefald hanno stravolto un genere che altrimenti sarebbe imploso e stanno gettando le basi non solo per gli amanti di sonorità estreme, ma bensì del metal tutto. Abbattendo ogni tipo di barriera sono andati oltre il confine del conosciuto: pazzi e geniali. Fateli vostri al più presto. Emozionali.


Shub Niggurath

Voto: 8 e 12

www.solefald.org