|
In questi ultimi anni, tra reunion impronosticabili e ritorni dopo lunghi
silenzi, ne abbiamo viste veramente di cotte e di crude. Qualsiasi band sciolta
con all'attivo almeno un demo vecchio più di 10 anni ha provato
a riunirsi, praticamente nessuno con risultati degni di nota. Leggermente
diversa la storia degli storici Doomster texani Solitude Aeturnus che,
almeno ufficialmente, non si sono mai sciolti, ma resta comunque sospetto
un ritorno dopo 8 anni dall'ultimo lavoro, per altro trascurabile.
Certo, vale il solito discorso, sempre meglio gli originali che la copie,
e allora ben venga una spolverata alle chitarre e un disco che, manco a dirlo,
non sposta di una virgola quello che sapevamo di loro musicalmente.
Sempre doom-metal che più classico non si può, alcuni momenti virati Candlemass,
e poco (niente) altro. Qualche pezzo ispirato, qualche riempitivo di classe, e il gioco è fatto.
Tutto sommato, vogliono solo riprendersi parte di quello che avrebbero
meritato con immensi capolavori come "into the depths of sorrow", e su cui
altri hanno lucrato (neanche tanto comunque, che di sicuro col doom-metal
nessuno si è mai comprato la Ferrari). Qualcuno si accontenterà.
Reje
Voto:
6,5
|