SPEAKING CANARIES

"Get Out Alive"

(Scat)

2003

1. I Wear Glasses
2. Menopause Diaries
3. Last Type
4. Coffin Jitters
5. Last Side of Town pt.2
6. Life Like Homes
7. Song on a Record You Can't Get
8. Theme from Hospital Comedian

Addirittura ad otto anni di distanza dall’ultimo sussulto, ecco ritornare gli Speaking Canaries da Pittsburgh, progetto dopolavoristico di Damon Che, drummer dei Don Caballero, qui impegnato con voce e chitarra. Nonostante siano passati quasi due lustri il sound non presenta stravolgimenti di sorta, mantenendosi piuttosto in linea con le precedenti produzioni, risultando giusto un tantino più emotivo e meno votato all’istinto. Lo scopo del disco è tanto semplice da descrivere quanto difficile da raggiungere: produrre canzoni dalla struttura abbastanza complessa, in cui uno scheletro fatto di sonorità scarne e reminiscenze Lo-Fi viene rivestito da una pelle che strizza spesso e volentieri l’occhio alla melodia pop (termine inteso non in senso spregiativo, sia chiaro). In altre parole: ciò che sarebbero potuti essere i Motorpsycho dell’era “Timothy’s Monster” se anziché tra i fiordi norvegesi fossero cresciuti in Pennysilvania ascoltando massicce dosi di Dinosaur Jr., Flipper, Juliana Hatfield e Yo La Tengo. L’abbinamento Lo-Fi + melodia malinconica spesso funziona (“Menopause Diaries”, “Last Side Of Town Pt.2”,“Life Like Homes”), tuttavia un ascolto approfondito del disco evidenzia diverse cose che non vanno. A stonare sono soprattutto alcuni passaggi strumentali troppo autocompiacenti e fini a se stessi (scommetto ciò che volete che Damon Che da ragazzino sbavava per Eddie Van Halen), ma tutto il disco è in realtà troppo dispersivo, sbilenca alternanza di spunti interessanti e momenti che andrebbero sfrondati da troppe sbavature. Si arriva così alle ultime due tracce quando il disco ha già giocato tutte le sue carte e da dire rimane davvero poco; magari sarebbe stato meglio un E.P. di sei brani anziché inserire due tracce in coda che sanno tanto di riempitivo (significativo notare come i 14 minuti della conclusiva “Theme From Hospital Comedian” siano scandalosamente gonfiati da un’inutile reprise di “Last Type” inserito come ghost track). Resta tutto sommato un buon lavoro, minato purtroppo da parecchi fronzoli inutili; un po’ di sobrietà in più avrebbe senz’altro giovato alla causa.


Tony Aramini

Voto: 6+

www.scatrecords.com/canaries.htm