SPIT LIKE THIS "selected the pop shot/anarchy for two" (Megabucks Music)

VOTO: 7

Zion, mentore di questa band inglese, è senz’altro uno che la sa lunga su come riuscire a farsi un nome. Fuori con questi due cd usciti a distanza di pochi mesi l’uno dall’altro, gli Spit Like This godono già di un consistente seguito di sostenitori sia nel loro Regno Unito che oltreoceano, candidandosi seriamente come possibile rivelazione dei mesi a venire. E’ chiaro che si tratta di gente che conosce a memoria le regole dello scintillante circo del mondo del rock, molto di più della solita band “politicamente scorretta” che ha da offrire un atteggiamento provocatorio da Marilyn Manson dei poveri al limite del ridicolo e poco più. E’ innegabile comunque che ci troviamo di fronte a degli individui che non te la mandano certo a dire, dagli scottanti testi senza peli sulla lingua fino al look che senz’altro non passa inosservato (hanno addirittura lanciato una linea di t-shirts con impressi tutti i loro slogan, da “smell your mum” a “go fuck yourself”) tutto è l’antitesi del buonismo e del (falso) moralismo. Per una volta è piacevole scoprire che la notevole enfatizzazione di tutti questi aspetti “di contorno” non è un diversivo per mascherare lacune musicali. Dal punto di vista artistico gli Spit Like This sono una band di spessore, che in queste due releases dimostra di riuscire a percorrere una strada che entro breve potrebbe portarli alla maturazione definitiva. Il Goth Rock inglese degli anni ’80 viene riportato in un contesto adatto ai giorni nostri e speziato con influenze New Wave e Glam Rock anni ’70. Una sorta di Sigue Sigue Sputnik vent’anni dopo sarebbe un’idea molto verosimile di ciò che può essere considerato questo duo inglese (oltre a Zion, voce, chitarra, batteria e programming, c’è la bassista Vikki, ad ogni modo l’organico si è attualmente allargato a cinque elementi). “The Pop Shot!” in quattro brani (tra cui vi segnalo la malinconica “I need a fix” e “Asshole part 1 &2”, che parte lenta ed oscura per poi sfociare in un incredibile crescendo psicotico) si rivela quanto di più ancorato a sonorità Goth anni ’80 prodotto dai nostri: notevolmente oscuro, richiama di tanto in tanto The Mission o Fields Of The Nephilim. “Anarchy For Two”, ultimo in ordine cronologico, mette parzialmente da parte quest’oscurità in favore di un flavor Glam memore di David Bowie e Marc Bolan, per un risultato finale non troppo distante dal Marilyn Manson in versione Omega di “Mechanical Animals”. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a musica di qualità e di sicuro impatto. In chiusura analizziamo un advance demo contenente “Down On You” e “Fuck You”, due canzoni che fungono da anticipo in vista delle mosse future della band e che riescono a coniugare in maniera piuttosto interessante la decadenza Glam di “Anarchy For Two” e l’oscurità Dark di “The Pop Shot”, segno che il traguardo di una vincente maturazione stilistica è ormai ben visibile all’orizzonte.

 

Tony Aramini

TRACKLIST

("the pop shot")

 

Asshole (Parts 1 & 2) 

 

Beaten Road 

 

Hooked On You 

 

I Need A Fix

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRACKLIST

("anarchy for two")

 

Trust Your Instincts

 

(I Feel So) Vindicated  

 

To The Bitter End 

 

Not Dead Yet 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

www.spitlikethis.com