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Ai Suede va dato il merito di essere stati probabilmente i migliori a portare avanti il discorso iniziato in epoca New Wave dagli Smiths, depurandolo del retrogusto Folk Rock ed amplificando le arie pop, immergendole in un distillato di decadenza Bowiana. I primi due album rappresentano probabilmente lo zenit artistico della band, con brani sofferti caratterizzati da arrangiamenti quasi “progressivi”, questi ultimi merito del chitarrista Bernard Butler. Butler è l’anima musicalmente più impegnata della band, diametralmente opposto ad Anderson, che rimane legato alla forma canzone più tradizionale del pop (che, sia chiaro, non è affatto un difetto), e gli album successivi alla sua (di Butler) dipartita segnano infatti l’abbandono delle trame più intricate in favore di un songwriting semplice, ma talvolta ugualmente efficace. “A New Morning”, rilasciato lo scorso anno, è stato un bel colpo di coda che ha ridato smalto alla band dopo un periodo piuttosto difficile. Questa raccolta celebra dunque tutti i più grandi successi ottenuti dai Suede in questi primi dieci anni di carriera, da “Animal Nitrate” a “Saturday Night”, passando per “We are the pigs”, “Trash” e la recente “Positvity”. Ovviamente rappresenta l’ideale punto di partenza per chi vuole imparare a conoscerli con colpevole ritardo, ma offre comunque materiale che ne rende l’acquisto appetibile presso i fans di vecchia data (oltre che ovviamente presso i collezionisti smaniosi d’avere ogni cosa). Innanzitutto finalmente abbiamo la possibilità di riascoltare “Stay Together”, uno dei migliori pezzi della loro prima produzione, originariamente uscito su singolo nel febbraio del 1994 e poi non incluso in nessun album, davvero una gradita sorpresa (personalmente non mi aspettavo che questa canzone venisse presa in considerazione, dal momento che non fu inclusa, in quanto A-side, nemmeno in “Sci-Fi Lullabies”, raccolta di b-sides del 1997). Completano il quadro “Attitude” e “Love The Way You Love”, due inediti piacevoli, che nulla aggiungono e nulla tolgono alla storia musicale della band, ma che saranno sicuramente apprezzati da coloro che si esaltano sulle note di questi cinque londinesi. In conclusione, un ottimo riassunto per ingannare l’attesa in vista dei futuri sviluppi musicali di Brett e soci.
Tony Aramini
Voto:
s.v.
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