|
Di Howard Donald compariva in giro il nome ogni tanto in veste di dj. Di Jason Orange si erano perse le tracce dopo un paio di tentativi di attore. Di Gary Barlow c'era qualche comparsa sui tabloid inglesi a mortificarne i chili di troppo e i flop discografici (nonostante il primo tentativo solista nel 1997, Open Road, non fosse nemmeno malvagio). Di Mark Owen era appena uscito il terzo disco (purtroppo l'unico veramente brutto). E di Robbie Williams....eh no, Robbie ormai gli ex-colleghi li misconosce e li rinnega. Ad un anno esatto dalla Ultimate Collection (nonostante un Greatest Hits fosse già stato pubblicato) che lucrava sui cuori spezzati delle adolescenti, la leggenda narra che i quattro si siano incontrati a cena e che quasi per scherzo abbiano pensato alla reunion... ed ecco di nuovo i Take That a calcare le scene, roba che nessuno avrebbe più immaginato. Non ci sono più i culetti sodi e i balletti froci, ora li vediamo nel video di "Patience" e c'è da sorridere a ritrovarli tanto invecchiati, ma diciamolo pure: ci piacciono lo stesso, ci piacciono ancora. Li abbiamo preferiti agli East17, ai 5ive e a tutte le altre boy band non solo perchè sono stati "i primi", ma anche perchè almeno un paio di canzoni dei Take That le conoscono tutti. Nei primi anni di onorata attività 1990-1996 hanno sfornato singoli indelebili come "Promises", "Pray", "Everything Changes", "Sure", "Back for good" per un totale di oltre 25 milioni di copie vendute nel mondo e parecchi primi posti in classifica, ed il 2006 li ha visti impegnati in un doppio tour completamente soldout in UK, nonchè con un singolo già triplo platino in madrepatria ("Patience") ed un album appena pubblicato che non sta andando male. Segno che tutto sommato quanto ci propongono questi (ex)ragazzi è studiato bene e non è merda totale. "Beautiful World" si presenta come un classicissimo disco pop-rock accessibile a chiunque che gode però di un songwriting di tutto rispetto, senza essere la parodia di se stesso e senza calcare la mano in termini di preconfezionamento, tanto che a tratti può persino affiancarsi ad un disco medio dei conterranei Embrace. Ogni membro del gruppo ha contribuito attivamente alla composizione e persino le parti vocali sono distribuite più equamente: a Gary tocca pur sempre la maggior parte dei brani, ma a Howard "Beautiful World" e "Mancunian Way", a Mark "Hold On", la beatlesiana "Shine" e "What You Believe in", infine a Jason la bella irlandese "Wooden Boat". Menzione di riguardo per quest'ultima, per "Patience", per la ballata inglesissima "What You Believe in" e per la ghost track "Butterfly": se Mark per primo ha dichiarato di essere orgoglioso del risultato inaspettatamente genuino che ne è venuto fuori, figuriamoci i fan di vecchia data, che siamo certi non ne saranno minimamente delusi. A presto con il DVD live, e speriamo anche con un tour mondiale.
Tiziana Brombin
Voto:
7+
|