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“Where You Want To Be”, secondo album sulla lunga distanza degli statunitensi Taking Back Sunday, inizia in maniera che definire spettacolare sarebbe riduttivo, mettendo in fila 5 pezzi che seduta stante ci danno l’impressione di avere a che fare con i nuovi re dell’Emo-core; gente che quando gioca con suggestioni pop delle più ruffiane tira fuori dal cilindro “Set Phasers To Stun” (per ora il pezzo emo-pop dell’anno), e quando preme sull’acceleratore si dimostra un freschissimo surrogato per chi avverte la mancanza di “Relationship Of Command”. Roba che guardando la crescita esponenziale rispetto al precedente “Tell All Your Friends” ci sarebbe da gridare al miracolo, in realtà il miracolo del disco è tutto in quei 5 pezzi: il “botto” che ci si aspettava non si è ancora sentito, per ora. A riportarci alla realtà ci pensa “New American Classic”, una ballata acustica (Dashboard Confessional insegnano) abbastanza insignificante che praticamente separa la prima esaltante metà del disco da una seconda che, pur offrendo qualche buona eccezione (“One-eighty By Summer”), resta impelagata tra mediocrità e pezzi che si limitano a riproporre i peggiori cliches del genere, di quelli che ti esortano ad odiare ogni band che si battezza ispirandosi ad un giorno della settimana o ad un mese dell’anno. Possiamo parlare di occasione parzialmente mancata, ma va riconosciuto che i momenti più esaltanti provano che la stoffa c’è: speriamo che al prossimo giro la usino per cucire quel bel vestito che sarebbe lecito aspettarsi.
ford hybrid carscolleges in california united states Tony Aramini
Voto:
7-
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