TEETH OF LIONS RULE THE DIVINE

"Rampton"

(Rise Above)

2002

1. He Who Accepts All That Is Offered
2. New Pants & Slint
3. The Snitler

Justin Greaves (Iron Monkey , Hard To Swallow), Greg Anderson (Sunn 0)), Goatsnake), Stephen O’Malley (Khanate, Sunn 0)), Burning Witch) e Lee Dorrian (c’è bisogno che vi dica chi è ? ) si riuniscono sotto un monicker all’apparenza di difficile lettura, ma che si rivela essere semplicemente il titolo di una canzone degli Earth, gruppo Drone di culto, autore dell’eccezionale “Special Low Frequency Version”. Da un simile minestrone cosa aspettarsi ? Bossa Nova ? Musica etnica delle Ande ? Canti tribali Masai ? Trip-Hop? Chiaramente no. Semplicemente (si fa per dire) un disco di possente doom. Nonostante la mia genetica diffidenza verso i supergruppi, bisogna soltanto togliersi il cappello di fronte a questi TOLRTD. L’idea è di quelle giuste : mettere sotto un unico tetto le sonorità dei gruppi d’appartenenza dei membri con il suono degli incredibili Earth. Per chi non sapesse nulla degli Earth, immaginatevi una specie di ultra-doom da cui è stato completamente estirpata ogni reminescenza rock, con suoni lunghi e monocordi che si inseguono senza batteria. Se volete un’etichetta ve la do : Drone . Il mio dizionario riporta Drone = ronzio … si avvicina molto, ma non ne coglie ovviamente l’aspetto più importante : il come e perché un ronzio può essere bello o addirittura geniale. Sono felicissimo di comunicarvi che l’idea di base è stata realizzata in maniera impeccabile, ci troviamo di fronte ad un album con dentro Earth, primissimi (per me migliori) Cathedral , Burning Witch e compagnia bella, che si muove lentamente e placidamente spazza via tutto come la lava di un vulcano. Non ho citato il vulcano a caso : quello che abbiamo davanti è infatti ad un suono che è quanto di più torrido ci si possa aspettare. Sentite la prima traccia: una buona mezz’ora (si, 30 minuti 30) che inizia con suoni che arrivano direttamente dal centro della terra con batteria che li rende ancora più ossessivi, che ribollono per vari minuti e che alla fine esplodono quando Lee Dorrian (per queste cose uno dei migliori cantanti in assoluto, non ci sono dubbi) inizia il suo cantato sofferente… magnifico. Segue poi una cover dei Killdozer ed una terza traccia di 17 minuti in cui si confermano gli alti standard qualitativi. Penso che ormai il resto delle recensione sia prevedibile: se sonorità ultra-lente ed ossessive vi fanno sbavare o quantomeno ne siete parecchio incuriositi, allora chiedetevi cosa ci fate davanti al pc e per quale cavolo di motivo non siete dal vostro negoziante di fiducia a comprare questo disco. Se siete tra quelli che aspettano qualche gruppo più scanzonato… beh, non sapete cosa vi perdete. Aggiungete direttamente questo disco alla vostra collezione. Maestoso.


Reje

Voto: 8 e 12

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