THOM YORKE

"The Eraser"

(XL)

2006

1. The Eraser
2. Analyse
3. The Clock
4. Black Swan
5. Skip Divided
6. Atoms For Peace
7. And It Rained All Night
8. Harrowdown Hill
9. Cymbal Rush

Si suppone che una qualsiasi persona interessata alla musica su internet abbia una buonissima cognizione di causa, tipo ‘tutto a memoria’, della musica di Radiohead. Quello di cui spesso le persone non hanno cognizione di causa è il mondo in cui Radiohead agiva, a cui Radiohead reagiva. Molto semplicemente Radiohead era (nei suoi momenti migliori) un ottimo osservatore di ciò che stava succedendo a livello di ‘mode’ e nella comunicazione in generale riferita al pop. E’ diventato ‘il miglior gruppo del mondo’ in un momento in cui semplicemente il pubblico non aveva più voglia, anche comprensibilmente, di strategie promozionali classiche e CD in jewel case con un booklet di otto pagine pieno di foto del gruppo. E tutto il resto. Personalmente il momento in cui ho iniziato ad odiarli è stato l’uscita di Kid A, ma probabilmente la colpa non è nemmeno del gruppo. Il fatto è che dopo OK Computer da Radiohead ci si aspettava il lavoro che definisse il ‘nuovo’ pop rock, e probabilmente qualcosa all’interno del gruppo è scoppiato prima di poter avere notizie certe sul discorso che la band avrebbe intrapreso. O forse era un semplice calo di ispirazione, ma la band si è chiusa in se stessa e ne è uscita dopo un anno di studio con una novantina di minuti di musica, robetta pretestuosa il cui principale punto di forza era la totale mancanza di direzione/spina dorsale e la voce di Thom Yorke che (volente o nolente) riusciva a tenere tutto insieme. Pseudojazz pianistico accanto a singolini mowax tristissimi accanto a concezioni warp vecchie di una decina d’anni, tutto legato e venduto (supremo indice di malafede?) in due album ‘gemelli’. Il resto l’hanno fatto i Kritici e gli addetti stampa, si è iniziato a parlare di fuga dal rock, squarci sul futuro, nuovi paradigmi del pop e cazzate simili… e quasi tutti l’hanno voluta bere, il che fa abbastanza salire la carogna. Ma al di là della contingenza il gruppo continua ad avere tutto sommato una sua dignità. Non si spiegherebbe altrimenti il ragionato ‘passo indietro’ di Hail To The Thief, un disco meno eclatante (forse i Kritici volevano una sinfonia di fiati, a questo punto) che riprende Kid A e Amnesiac da un punto di vista OK Computer. E si aspettano squarci futuri di onestà pop che il disco solista di Thom Yorke pare rendere possibili.
The Eraser parte da un punto di vista antitetico rispetto a Kid A. Nel caso di The Eraser l’elettronica (che nei dischi di ‘sta gente non è mai solo ‘drum’n’bass’ o ‘downtempo’ o ‘trip hop’ o ‘glitch pop’ ma tutto questo insieme, purtroppo) è un mezzo, come dovrebbe essere, e il punto sono le canzoni, curate quanto si conviene e mai troppo pesanti. Così si assiste a ottimi momenti di spaesamento digitale chill out a pochissimo grado emozionale, come nel caso di una Black Swan che è il miglior pezzo dell’album e probabilmente la migliore interpretazione del Thom Yorke non-emo e non-Morrissey. Ma al di là delle singole canzoni, e non ho minimamente voglia di star qui a passarle una per una, c’è il punto chiave: l’esordio solista dell’uomo è un disco di quelli che a metà anni novanta uscivano ogni settimana, cantautorato IDM e/o trip hop e/o genericamente ‘elettronico’ di media levatura. E’ una cosa positiva: dimostra cognizione di causa, dimostra senso della misura. In qualche modo dà pace, anche se qualcuno preferirebbe una sfida alle regole della comunicazione del pop e l’abbattimento di steccati di genere, come fossimo nel ‘92. A questi beccamorti consigliamo di farsi un giro su Myspace, trovare il loro prossimo gruppo avant-hop preferito e non rompere i coglioni.


Kekko

Voto: 6.2

www.theeraser.net

 
Le Altre Opinioni Di Moonlight69

Premesso che rientro tra chi accolse la svolta di Kid A con largo entusiasmo, e considerato pure che Yorke non è mai stato un borioso (lo conferma anche il fatto che in Eraser ringrazia tutti i Radiohead e specifica che senza il loro supporto non avrebbe potuto realizzare niente) non posso non accogliere a braccia aperte l'ennesima prova di un artista la cui sperimentazione riesce sempre ad arricchire il proprio bagaglio a testa alta. E "The Eraser" non va a riempire un vuoto che nella loro strada si è aperto: è semplicemente un ottimo disco che dà merda a centinaia di pionieri dell'elettronica.

Voto: 7/8

Tiziana Brombin