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Ennesima proposta per gli amanti del Black Metal intransigente : direttamente dalla Scandinavia ecco il ritorno dei Thy Primordial, band che propone pezzi serratissimi di chiara discendenza nobile, riveduti con un mood a volte più decadente (vedi “Worldecay”) e corretti con una produzione made in Abyss Studios degna del 2002. Si tratta del lavoro più tecnico (sempre relativamente al genere) e vario della band fino ad oggi. Chiaramente, la parola “vario” va interpretata. E’ soltanto un modo per dire che se è vero che non di solo caos infernale vive il blackmetallaro del XXI° secolo, qui troverà alcune aggiunte di suoni decadenti e ritmi meno claustrofobici (diciamo Thrash/Death) che hanno la funzione di evitare una noia molto precoce a coloro che non sono interessati semplicemente agli aspetti caotici. Detto tra noi, non so quanto i blackmetallers più conservatori apprezzeranno questa (non elevata) diminuzione di furia, ma comunque la scelta sembra globalmente azzeccata. In effetti, é dove la band tenta di uscire leggermente fuori dal seminato che ottiene i risultati migliori, vedi la già citata “Worldecay” oppure il pezzo conclusivo, che riporta all’orecchio gli esperimenti con i Synth negli ultimi dischi dei Carpathian Forest. Non che la band non sappia picchiare sodo, ed un buon pezzo come “Icon Retribution”, seppur con un piccolo break, è lì a dimostrarlo. Ma è un picchiare come ormai troppi altri hanno picchiato. Tirando le somme, se cercate black metal leggermente spurio e ben prodotto, questo può anche andare bene, altrimenti e’ meglio evitarlo accuratamente. Per me merita la sufficienza in quanto pur essendo certamente un prodotto fatto per amanti per genere, resta l’onestà di fondo di non promettere ciò che non mantiene.
Reje
Voto:
6
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