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Tanita
Tikaram è ricordata essenzialmente per la voce bassa e profonda che nel
1988 rese indimenticabili singoli come “Good Tradition” e “Twist In
My Sobriety”, che la imposero come risposta europea alle varie Suzanne
Vega ed Edie Brickell, le quali dall’altra parte dell’oceano si
facevano strada come cantautrici di punta in fatto di revival folk rock.
Rompiamo subito gli indugi dicendo senza remore che “Sentimental” è
uno dei ritorni più inaspettati e sorprendenti dell’anno: Tanita si
ripropone al pubblico con quello che forse è il suo lavoro più maturo,
in cui ad essere privilegiati sono toni soffusi e pacati. Non mancano
omaggi ad idoli di sempre come Nina Simone o Carole King, ma le ballate
pianistiche della cantautrice nata in Germania e cresciuta in Inghilterra
sono oggi costruite su raffinati arrangiamenti Jazz che ne amplificano,
inevitabilmente verrebbe da dire, i lati più malinconici. La solarità di
“Don’t Let The Cold” e “Don’t Shake Me Up” ci riporta per un
attimo alle atmosfere degli esordi, ma resta comunque un episodio isolato;
la vera natura del disco risiede in delicati momenti di sofferenza e
speranza come “Something New”, “My Love” o “Heart In Winter”,
incorniciati da alcune delle migliori interpretazioni di sempre della
Tikaram. Sette lunghi anni di attesa sono indubbiamente valsi la pena:
bentornata Tanita, speriamo non debbano passarne altrettanti prima che ci
si risenta.
Tony
Aramini
Voto:
7,5
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