TODAY IS THE DAY

"Kiss The Pig"

(Relapse)

2004

1. Why They Hate This
2. Kiss The Pig
3. Mother's Ruin
4. This Machine Kills Fascists
5. Outland
6. Don't Tread On Hope
7. Sympathy Junky
8. Platinum Pussy
9. Train Train
10. Bee's Wax And Star Wars
11. Birthright

Ok, è colpa anche mia. In fondo anche io ero tra quelli che, dopo “Sadness Will Prevail”, aveva auspicato che Steve Austin facesse un passo indietro e lasciasse perdere le sue sperimentazioni per ritornare ad un approccio più diretto. Non ho mai reputato l’album precedente brutto, ma non sono neppure mai riuscito a considerarlo un gran disco, il problema era sostanzialmente aver messo troppa carne al fuoco e non averla lavorata a dovere. Comunque, Kiss The Pig non ne raccoglie l’eredità, ed anzi si pone come un lavoro che punta tutto sull’impatto feroce, su megatoni di potenza e sulla violenza cieca. Tutto bene allora? Beh…si e no. Anche se potremmo considerare questo album come il più diretto e devastante della carriera dei TITD, i tempi di “Temple Of The Morning Star” restano lontani. Non ne faccio una questione di innovazione, il ritorno al noise-core più intransigente (in questo caso poi la matrice hardcore è esasperata come mai in passato), gli immancabili lamenti sguaiati e iper-filtrati di Steve Austin e quel songwriting che non concede un attimo di sosta, teso nei momenti meno diretti per poi esplodere senza alcun compromesso in terremotati passaggi a volte perfino ai confini con il Death Metal o il Grind, continuano ad essere ingredienti più che graditi. Quello di cui però a volte (non sempre, sia chiaro) si sente la mancanza, è qualcosa che sappia trasformare parte della grande violenza di quest’album da fisica a psicologica. Se alcuni pezzi sono indubbiamente capaci di frastornare (in senso positivo) l’ascoltatore, altri non riescono ad impressionare particolarmente e restano un po’ fini a sé stessi. In ogni caso, globalmente ‘Kiss The Pig’ è un lavoro discreto, per i pessimisti sarà probabilmente l’album dopo il quale non sarà più ragionevole aspettarsi dai Today Is The Day un capolavoro, per gli ottimisti il massimo che Steve Austin e soci potevano fare in questo momento. Forse, hanno ragione entrambi.
 
PS: In ogni caso, se vi capita l'occasione non perdeteveli dal vivo. Se solo riescono a riproporre anche la metà della potenza generata nel tour del 2003, non ve ne pentirete.


Reje

Voto: 7-

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