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Non ho mai avuto una grande considerazione dei Trail of Tears, band a mio avviso piuttosto mediocre e sopravvaluta, che nel corso degli anni non ha fatto altro che generare una serie di dischi di sympho/gothic metal manieristico caratterizzato da un elevatissimo fattore noia, che ti prendeva e non ti mollava più e dopo pochi minuti d’ascolto. In virtù di ciò le mie aspettative per “Free Fall Into Fear” erano praticamente al di sotto dello zero, invece devo dire che il nuovo parto del sestetto norvegese mi ha piuttosto sorpreso in senso positivo, portando nuova linfa ad un sound che sembrava irrimediabilmente chiuso nei sui schemi predefiniti. Dal punto di vista compositivo infatti la band sembra cresciuta parecchio, le songs risultano meglio strutturate e arrangiate rispetto al passato, ma caso più importante sfociano quasi sempre in ritornelli che restano impressi nella mente. Il sound si è fatto molto più aggressivo rispetto al passato, molti sono le divagazioni in territori prettamente black metal (quello più pomposo, un po’ sulla scia degli ultimi Dimmu Borgir), unite ad ambientazioni elettro/futuriste tanto care a gruppi come The Kovenant. Intendiamoci, nulla da tramandare ai posteri, ma sicuramente un disco più che dignitoso per una band che fino a questo momento aveva detto davvero poco.
Nordavind
Voto:
7
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