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Solitamente le proposte musicali transalpine non mi hanno mai entusiasmato molto. Quest’estate il disco dei Noir Désir mi ha obbligato ad un sentito mea culpa, sorte analoga mi è toccata dopo l’ascolto di questo “Positions”. Un disco incredibile. Credetemi. Trattasi di un progetto messo in piedi dal produttore francese Dimitri Tikivoi, che ha chiamato a sé una rosa di ospiti di prim’ordine al fine di produrre un disco di altissimo livello. Da Lian e Jean Louis Marat, fino a Brian Molko (Placebo), John Cale (Velvet Underground), Alison Shaw (Cranes) e, ahimè, Asia Argento, attrice per la quale non nutro profonde simpatie, ci troviamo di fronte ad una serie di nomi di sicuro interesse. Sicuramente siamo al cospetto di qualcosa di poco classificabile, dove rock ed elettronica giocano su livelli quasi disturbanti, scomodando più volte realtà come il Trip-Hop (“Macule Conception”), il Dub (“the Insult”) e la DarkWave anni ’80 (“Your Sweet Love”). Immaginate un ipotetico ed intrigante connubio tra Garbage, Massive Attack e Atari Teenage Riot. Tre gruppi che, ne converrete, non sono esattamente la stessa cosa, ma che di sicuro hanno influenzato per certi aspetti i brani di questo disco. Impossibile ascoltare “Bad Girls” senza che la nostra mente faccia un collegamento logico con la band di Shirley Manson e Butch Vig, almeno nel ritornello. Se siete familiari con un gruppo come gli Atari Teenage Riot d’altro canto, le improvvise sfuriate elettroniche che spesso e volentieri fanno capolino vi suoneranno familiari. A regnare sul tutto, un tocco di decadenza made in France che dona alle composizioni quel mood caratteristico e un po’ misterioso che le contraddistingue. Grande merito va dato all’ecclettica personalità di Tikivoi, che riesce a giostrare il tutto con estrema (questo è il termine pù adatto) originalità, riuscendo nell’intento di non rendere il tutto uno spento taglia e cuci. Altrettanto merito va dato anche agli ospiti, autori di prove sicuramente degno del loro nome, da Brian Molko, alle prese con le pulsazioni di “The Metric System”, fino a Lian nella citata “Bad Girls”, e via via tutti gli altri. Insolito il duetto tra lo stesso Molko e la Argento intenti a restaurare “Je t’aime moi non plus” di Serge Gainsbourg, mentre risulta davvero spettacolare ed imperdibile la cover di “Venus In Furs” dei Velvet Underground, riletta in una versione ai limiti del Trip-Hop. Una scheggia di pura follia musicale pronta a conquistarvi; un altro punto a favore della scena “alternativa” transalpina, le cui quotazioni sono in netto rialzo in questi ultimi mesi, sperando che dischi come questo “Positions” o “Des Visages Des Figures” non rimangano casi isolati. Terribilmente interessante.
Tony Aramini
Voto:
8
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