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Nel metal vige una regola non scritta secondo la quale, al terzo disco, un gruppo tira le somme e da lì in poi cambia stile, proponendo altro, il più delle volte aumentando la componente melodica nei brani. Nel terzo album degli Tsjuder fanno capolino alcuni richiami al thrash teutonico ("Morbid Lust") e alcuni a quel mega capolavoro che è "Rebel Extravaganza" dei Satyricon ("Helvete" e "Mouth Of Madness"). Mi ha fatto piacere notare una variazione riguardo la registrazione; ora il disco suona meno raw black e più potente. Per come la vedo io questo è un bene perché alla fine noi poveri metallini blackettini stupidini ascoltiamo migliaia di dischi satanici fatti uno uguale all'altro, tanto che il più delle volte un disco viene messo sul piatto non per il disco in sé, bensì perché si ha voglia di 'qualche disco caciarone, con la registrazione da cantina', alla faccia di qualsiasi tipo di discorso riguardo l'arte. Diventa fondamentale, se si vuole evitare di cadere nel dimenticatoio (ed è facilissimo, dato che escono circa 3000 dischi black all'anno -l'anno passato mi sono rincoglionito di black facendo un vero e proprio tour de force e... ne ho ascoltati circa 200), variare di quel tanto la minestrina. Gli Tsjuder lo hanno fatto. Fosse anche solo per la registrazione più potente e per la presenza di canzoni pseudo-thrash teutonico (di matrice Sodom). Ovviamente il gruppo è tutt'altro che privo di difetti, basta pensare soltanto ai titoli delle canzoni e/o dei dischi (il prossimo si intitolerà "Armageddon, Helvete, Possessed By The Black Flame"?). Certo, fa piacere notare che gli Tsjuder osservano una delle prime 10 regole del black metal (avere i titoli degli album con 3 parole cattive, maligne e tenebrose) e nessuno gli chiederà mai un "Rebel Extravaganza" o un "Prometheus", però loro non possono campare in eterno propinando sempre le stesse cose. Per ora lo sforzo, seppur piccolo, è stato apprezzato.
Shub Niggurath
Voto:
7
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