TWEAKER

"2 a.m. Wakeup Call"

(BMG)

2004

1. Ruby
2. Cauterized
3. Worse Than Yesterday
4. Truth Is
5. Remorseless
6. Pure Genius
7. It's Still Happening
8. 2 a.m.
9. Movement of Fear
10. Sleepwalking Away
11. The House I Grew Up In
12. Crude Sunlight

Torna, a tre anni di distanza dal suo esordio come solista “The Attraction to All Things Uncertain”, Chris Vrenna, ex batterista e programmatore di synth dei Nine Inch Nails, sotto pseudonimo Tweaker. Questa volta, nel tentativo di esprimere musicalmente tutti i suoi incubi notturni, l’ex-NIN sceglie di circondars di artisti del calibro di David Sylvian, Robert Smith, Will Oldham (Palace, Bonnie Prince Billy), alla voce, mentre il supporto strumentale è affidato a Johnny Marr (ex-Smiths), alla chitarra e a Clint Walsh, dei Jack Off Jill, per quel che concerne il lato tecnico del lavoro, l’elaborazione in studio delle atmosfere sonore, che appaiono qui, in questo secondo capitolo, assai più organiche che nel precedente. Il disco è un vero e proprio viaggio nella mente di Vrenna, disturbata da una grave insonnia di cui lui ha sofferto. Le musiche di questo disco scaturiscono cosi inevitabilmente dall’oscurità delle tenebre durante le quali Vrenna è stato costretto a vivere, mentre tutto intorno a lui moriva per poi risorgere il giorno seguente, e cosi di seguito per giorni e giorni. Si configura cosi “2 a.m. wakeup call” come una sorta di concept album, dove il protagonista e l’autore coincidono. Un’esperienza avvolgente, affascinante, densa di mistiche visioni oniriche. Del resto, la scelta stessa dei compagni d’avventura ricalca questa idea di fondo: come può non essere la voce di Robert Smith paranoica e melanconica? Come può il cantante di “Lullaby” non richiamare certe sensazioni nelle nostre anime? Musicalmente è inevitabile ricondurre le composizioni di Tweaker alle produzioni con i NIN, soprattutto dal punto di vista ritmico, con quei sample industriali e le ritmiche nervose, che hanno fatto la fortuna non solo del gruppo di Reznor, ma anche quella dei suoi “figlioli prodighi” Marilyn Manson. Ritmiche elettroniche intervallate però da momenti di pura atmosfera, esenti da alcuna scansione temporale di batteria, eterni ed eterei come la misteriosa notte. Le ambientazioni tuttavia non rimangono legate a quello standard, e se da una parte alcuni momenti esplosivi, ma anche più calmi, potrebbero riportarci ad un altro figlio nato da quelli che furono i Nine Inch Nails, gli A Perfect Circle, molte situazioni sonore possono addirittura essere accumunate alla dark music anni ’80, ai Joy Division, ai Depeche Mode, all’elettronica tedesca di Skinny Puppy e addirittura a Moby (della solitaria e desolante “In This World”). Un disco intenso, dove i differenti momenti non significano affatto cali o aumenti di tono, dove nulla è lasciato al caso o sottovalutato, dove ogni singolo suono equivale ad un singolo rumore partorito dal silenzio delle tenebre. Un racconto che non può lasciare indifferenti per la sua bellezza e il suo mistero, ma che attrae e spaventa come la notte stessa.


Matthew Hopkins

Voto: 7,5

www.tweaker.net

 
Le Altre Opinioni Di Moonlight69

Se "il secondo album è sempre il più difficile" Vrenna ha ampiamente sfatato ogni timore sfoderando un disco che, pur discostandosi ampiamente dalle atmosfere diurne di TAOATU, lascia la sua inconfondibile firma d'autore, alla quale possiamo far corrispondere una garanzia di qualità non indifferente. Ancora una volta è Joe Sorren a curare l'artwork, con i suoi personaggi a(ntropo)morfi ed i suoi tratti semplici, intensi e slavati: ideale trasposizione dell'eterogeneità delle melodie e delle emozioni che i Tweaker sanno regalarci.

Voto: 8

Tiziana Brombin