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Due Spadaccini Solitari inglesi dicesi Andrew Weatherall e Keith Tenniswood. Il primo ozia, il secondo lavora per due. Strumenti regolari e incursioni sintetiche: cosa fanno? Elettronica, pop, rockabilly? mah. Han fatto di tutto, house, minimale, sperimentale.
Ma su quest'ottava e più recente pubblicazione di un più felice bagaglio (vedi Tiny Reminders) devo dire che raramente un disco, venatura per venatura, riesce non solo ad infondere ma proprio ad imporre un tale senso di NOIA tanto radicata quanto ineluttabile, e perlopiù con quel mero compiacimento di cui solo un'anima prava riesce a farsi manifesta.
Tale NOIA non va a colmare un vuoto: è di per sé il pesante ritratto di niente. E al di fuori di questo contesto un senso probabilmente non ce l'ha.
Ti infetta, ti stordisce e poi ti spegne. E gira e gira e rigira, si gravita sempre attorno alla pattumiera. Se ci si vuole ancora bene.
Tiziana
Brombin
Voto:
5
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