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Tutti ne parlano, ma molti non ne hanno ascoltato neanche una nota. Non è un segreto per nessuno che gran parte della popolarità di quest'album derivi da motivi di contorno (Tying Tiffany, l’autrice, è una suicide girl, l’ultima tendenza di internet), ma purtroppo la validità dei dischi non è che sia proporzionale ai centimetri di pelle scoperta ostentati in copertina. Eliminata questa sovrastruttura ci resta tuttavia un lavoro godibile, in grado di affievolire almeno in parte la malafede di coloro che fino all’ultimo hanno bollato il tutto come l’ennesima operazione tutto fumo e niente arrosto. Chiudendo un occhio sulla pronuncia non impeccabile dell’inglese ci si gode un lotto di pezzi che, pur partendo di base dall’ormai stantio Electroclash, tengono d’occhio un po’ tutta la musica elettronica di facile consumo, senza comunque trascurare qualche momento dall’impatto maggiormente rock. Una ricetta fatta di ingredienti già ampiamente collaudati dunque, in grado tuttavia di regalare almeno quattro ritornelli tanto semplici quanto diretti ed efficaci (“LCD Soundsystem Is Playing At My House”, “Sugar Boy Sugar Girl”, “I Wanna Be Your Mp3”, “Honey Doll”): alla fine il fumo resta tanto, ma un po’ d’arrosto tutto sommato c’è. E tanto ci basta per ballare mezz’ora.
Tony Aramini
Voto:
6,5employment news india
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