ULVER

"1st Decade In The Machines"

(Jester)

2003

1. Crack Bug
2. A Little Wiser Than The Monkey...
3. Track Slow Snow
4. Lyckantropen
5. Lost In Moments
6. Bog's Basil
7. Der Halte
8. He Said - She Said
9. I love u but i prefer trondheim
10. Only the poor have to travel
11. Ulvrmxsw5
12. Wolf Rotorvator
13. The Descent Of Men
14. Wow Me Ibrzu

Che quest’ultimo anno sia stato un periodo prolifico di nuove uscite in casa Ulver ce ne siamo accorti un po’ tutti, proprio per questo la pubblicazione di un album di remix in concomitanza col decennale della band a qualcuno è sembrata una mossa inutile o troppo autocelebrativa, specialmente andando a constatare che il disco si apre con gli Ulver intenti a remixare sé stessi. In fin dei conti mi sarei accontentato anche se nei pochi mesi intercorsi tra “A quick fix of melancholy” e “Svidd neger” non avessimo avuto questo “1st decade in the machines”, ma tant’è. Il progetto però, è quantomeno ambizioso: tra gli ospiti voluti da Garm e soci per remixare alcuni highlights della loro carriera (privilegiati comunque gli estratti da “Perdition City”) c’è gente che sicuramente sa il fatto suo. Scorrendo la lista di nomi (si va da Third Eye Foundation e Bogdan Raczynski fino a Merzbow!) viene obbligatorio da pensare che non si tratti dell’omogeneità fatta disco, ed in effetti così è. Ogni brano fa storia a sé e risulta ovviamente segnato dalla mano che ha avuto il compito di riportarlo a nuova vita. Musicalmente vengono passate in rassegna le principali correnti di musica elettronica, dall’ambient fino a power-electronics e trip hop, prima del delirio conclusivo ad opera di Jazzkammer, V/VM ed ovviamente Merzbow, un tris di nomi che porta la musica degli Ulver in quel deflagrante mondo comunemente conosciuto come white noise. Divertente “Bog's Basil & Curry Powder Potatos Recipe” con i suoi breakbeats alternati a synths molto anni 80, probabilmente remixata da un Raczynski preda del retrogaming; interessante pure il trip ambientale di “I love you but I prefer trondheim”, a cura di Adam Wiltzie e Brian McBride, più conosciuti sotto il nome di Stars Of The Lid. Ad ascolto concluso rimane un remix album più che dignitoso, ma che tuttavia non presenta grossi sussulti per chi abitualmente mastica sonorità elettroniche. Mi sento di consigliarlo solamente ai fans più stretti della band o comunque alla frangia di questi magari proveniente dal Metal e vogliosa scoprire sonorità di un certo tipo, in tal caso “1st decade in the machines” potrebbe essere un azzeccato primo passo verso il mondo della musica “digitale”.


Tony Aramini

Voto: 6

www.jester-records.com/ulver