UNDERTOW

"Milgrim"

(Silverdust)

2006

1. Intro
2. Stomping
3. Two Fingers
4. Hate Riot
5. Homemade Funeral
6. Crawler
7. Buried In Snow
8. Always Have Always Will
9. The Worst Day Since Yesterday
10. D-Mood
11. Outro

Con oltre due lustri di storia alle spalle, giungono al quinto album i tedeschi Undertow. Autori di uno stile dalle influenze molto frazionate, i nostri, pur proponendo poco che non si sia già ascoltato altrove, riescono a raggiungere risultati più che buoni grazie ad una discreta freschezza compositiva, che permette a “Milgrim” di essere il classico disco che arriva dritto al punto senza troppi fronzoli. Nove pezzi (più intro ed outro) che aggiornano al 2006 il thrash-core di metà anni novanta, ibridandolo con qualche spunto vicino al nu metal ed una massiccia iniezione melodica (sebbene il cantato di Joschi resti quasi sempre ancorato al suo registro urlato anche nei ritornelli); quando pigiano sull’acceleratore si finisce in territori ai confini dello sludge-core non troppo distanti dall’ultimo Raging Speedhorn, mentre quando i ritmi rallentano emerge qualche lontano eco dei Crowbar (con cui si sono trovati anche a dividere il palco, anni fa). La voglia di dare comunque vita ad un lavoro che vada al di là della semplice riproposta emerge grazie all’uso di qualche spunto più originale, come può essere la voce femminile nel break centrale di “Two Fingers”, la coda pianistica di “Homemade Funeral” o l’acustica “The Worst Day Since Yesterday”: frangenti che rendono il disco qualcosa di più che un semplice concentrato di mestiere ed impatto. Giocare con queste sonorità senza che i risultati siano fini a sé stessi è impresa assai difficile ultimamente, dunque ben vengano album come “Milgrim”: se per una volta anziché l’ennesimo pastone pazzo-geniale-folletto cercate ‘solo’ un bel disco, fatevi pure avanti.


Tony Aramini

Voto: 7

www.undertow.de