VADER

"The Beast"

(Metal Blade)

2004

1. Intro
2. Out Of The Deep
3. Dark Transmission
4. Firebringer
5. The Sea Came In At Last
6. I Shall Prevail
7. The Zone
8. Insomnia
9. Apopheniac
10. Choices

Se i Vader non pubblicassero un disco ogni quattro mesi sarebbero la band più simpatica del mondo. A me lo sono comunque, anche dopo "Blood", ennesimo Ep uscito come 'antipasto' del nuovo album. Capisco, però, che a molti altri metallari possono risultare meno simpatici. Loro, comunque, sono così fieramente metallari, così standardizzati, così onesti e sinceri da farsi amare sempre e comunque. E questo "The Beast" non è da meno. Anche perché questo disco, probabilmente, è il più melodico ed il meno violento che la band di Peter abbia mai creato e, almeno da queste parti, ciò non è da considerarsi un difetto. Stilisticamente vicino al precedente (ottimo) "Revelations", album molto vario, che alternava pezzi tiratissimi (a loro volta simili ai tantissimi mattoni in faccia presenti su "Litany") ad altri più lenti e ragionati (come non citare, ad esempio, la bellissima e interessante title-track). Questo "The Beats" ricalca quelle orme, con alcune differenze. Della prima è già stato detto qualcosa; questo disco è ancor più melodico del precedente e fanno capolino anche canzoni per nulla violente, sorrette da arpeggi ultra-melodici. Oltre ad una maggiore ricerca della melodia, si riscontra una maggiore propensione alla 'forma canzone'; non ci sono brani lunghi, ogni brano ha un ottimo tiro melodico/aggressivo e le caratteristiche peculiari dei Vader sono messe al servizio della canzone, più che della pura violenza ("dark transmission" su tutte). Ottima anche la dimostrazione d'aver appreso la lezione impartita dal monumento del Thrash Metal (gli Slayer), specialmente in "firebringer", canzone molto accattivante, destinata a diventare un classico da eseguire dal vivo. Ovviamente non è questo il disco della rivoluzione dei Vader; questa band è attiva da 15 anni e quel che doveva dire l'ha detto, sono anni che è intenta a mantenere il suo status (di gregari per alcuni, di ottimo gruppo guida di un certo tipo di death metal, per me) e con questo album lo mantengono benissimo. Ah, quasi dimenticavo: "The Sea Came In At Last" è una delle canzoni death dell'anno.
 


Shub Niggurath

Voto: 7,5

www.vader.pl