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Esce il nuovo disco dei Vile e sai già cosa trovi: puro ed incontaminato old
school u.s. death metal. Sì, ma in parte, perché questa volta i Vile si sono
sforzati un pochino per variare il brodo. Unite alle solite puntantine in
campo brutale, i Vile hanno 'stupito' aggiungendo qualche riff di chiara
estrazione black metal, ascoltare per credere. Ovviamente, qualche riff
sparso non fa gridare al miracolo, anche perché continuano a suonare come
prima, però questa piccola variante, unita anche a quegli assoli morbosi che
ricordano tanto gli Immolation, riescono a non stancare dopo i soliti 20
ascolti. Sono e rimarranno per sempre uno di quei gruppi da ascoltare come
'passatempo' tra un masterpiece e l'altro del death metal, una delle tante
onestissime band minori che vivacchiano raccogliendo le briciole, però
questa volta non gli si puo' dire di non aver lavorato egregiamente. Nulla
aggiungono e nulla tolgono al death metal; il presente non è un discone come
il nuovo Hate Eternal né come l'ultimo Immolation (e chi se l'aspettava?),
però, anche alla luce di questa piccola 'novità', è ugualmente sfizioso: si
fa appena in tempo a pigiare 'play' e parte l'urlone "ARGHHH!!!", seguito
dalla solita scarica di mitraglia degna dei migliori Deicide: non si puo'
non amare roba simile. Perché urlano così, alla cazzo? Perché questo è death
metal ed è divertente strillare senza motivo ciarlando di smembramenti,
stupri, apocalisse, zombie, doppie punte ed unghie incarnite. Gli altri
possono anche rimanere in mp3, questo 10€ li vale tutti.
Shub Niggurath
Voto:
6.5
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