THE VISION BLEAK

"The Deathship Has A New Captain"

(Prophecy)

2004

1. A Shadow Arose
2. The Night Of The Living Dead
3. Wolfmoon
4. Metropolis
5. Elizabeth Dane
6. Horror Of Antarctica
7. The Lone Night Rider
8. The Grand Devilry
9. Deathship Symphony

Probabilmente non sono la persona più adatta a parlare di questo disco. Vuoi per la mia recentissima scoperta di un certo gothic metal, vuoi per gusti personali che esulano dal contesto (e chi legge le mie recensioni lo sa!), probabilmente non riuscirò ad addentrarmi nella creatura The Vision Bleak come si dovrebbe. Tuttavia, esiste anche un rovescio della medaglia, ovvero, forse proprio a causa di quanto detto, potrò fornire un resoconto del disco oggettivo e basato sulle emozioni del momento, più che sulle aspettative. The Vision Bleak è l’ultima creatura di Schwadorf, già negli Empyrium, band sicuramente più nota del suo nuovo progetto. In questa sede Schwadorf tenta di esulare dalle sonorità più introspettive della sue produzioni precedenti, andando a miscelarlo e condirlo con un certo andamento a tratti elettronico e danzereccio. Ciò che ne risulta sono delle canzoni (nove, per l’esattezza) sicuramente più di intrattenimento che intimiste e oscure, alla Empyrium appunto. I temi orrorifici trattati nell’album, che riportano alla mente gli scritti di Poe (“Elizabeth Dane”), Lovecraft (“Horror Of Antartica”) e alla filmografia horror e fantascientifica di registi quali Murnau (Nosferatu), Romero (“The Night Of The Living Dead”) e Lang (“Metropolis”), vengono magistralmente evocati da sonorità dark teatrali già esplorate in passato da band come Tipe-O-Negative, Danzig, Sisters Of Mercy, e ultimamente da Cradle Of Filth. Il tutto è condito con un po’ di sano groove più moderno ed “headbangered” tipo Pain, Dark Tranquillity e i nostrani Lacuna Coil. Alla fine ci rimane un disco che è un bell’assemblaggio di cose più cool della scena gotica più spensierata, quella da ascoltare in un locale affollato, dove poter anche ballare se si vuole, e non un disco classico degli Empyrium, fatto per la solitudine e la malinconia di quattro mura o di una foresta autunnale. Ma probabilmente gli uomini hanno bisogno anche di questo, e ben vengano dischi di tale genere se comunque suonati col cuore e sempre con un certo taglio, se non colto, sicuramente intelligente.


Matthew Hopkins

Voto: 6+

www.the-vision-bleak.de