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I Vomitory con questo disco non hanno fatto centro. Siamo al 5° album, pertanto, credo sia lecito chiedere qualcosa in più alla band Svedese. Il precedente, "Bloodrapture", lontano dall'essere un capolavoro, era abbastanza vario, con pezzi "in your face", delle pure e semplici mazzate di brutal-death metal, ed altri pezzi più cadenzati e molto pesanti (nell'accezione positiva del termine) sulla lunga distanza. All'apparenza può sembrare un disco fotocopia dei precedenti, ma così non è. I Vomitory, soprattutto nelle parti più cadenzate e nei rallentamenti, riescono a trasmettere quel senso di "oppressione" insito nei capolavori dei Morbid Angel ed anche in tantissimi altri mastodonti partoriti da Tampa, negli ultimi 15 anni. Questo non è poco e bisogna farlo notare. Purtroppo, però, oltre a questo, c'è poco (di nuovo, almeno) da raccontare. E spiace anche notare un fatto curioso: ascolti l'ennesimo disco dei Morbid Angel, o dei Cannibal Corpse, e ti accorgi dopo pochi istanti cosa è cambiato e cosa no; tutto ciò non accade con i Vomitory e questa è la principale differenza che c'è fra queste bands. Le "novità" insite nei Vomitory devi andarle a cercare con il lanternino, mentre altrove saltano agli occhi (pardon... alle orecchie) dopo 1 solo ascolto. Chi li conosce sa benissimo cosa aspettarsi; questa non è mai stata una band che ha badato moltissimo all'innovazione o all'evoluzione del sound. E' un onesto gruppo di mestieranti, nulla di più, nulla di meno. La cosa buffa è che anche chi non li conosce sa cosa aspettarsi, dato che questa band non si è mai sforzata più di tanto nel rendere più gustosa la minestra.
Shub Niggurath
Voto:
5 e 12
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