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Some of them want to use you, some of them want to be used by you.
Le operazioni di chirurgia -perlopiù ai danni- sul marchio Eurythmics si sprecano: celeberrima la cover di Marilyn Manson, notevole la versione dal vivo di Tori Amos e ahimè meno noto il remix che qualche genio fa circolare in rete come Cerrone vs. Eurythmics "Je suis music/Sweet Dreams", via via passando per innumerevoli nomi. Il nostro trio teutonico di Erfurt si cimenta in tre rivisitazioni del suddetto pezzo: la prima Radio Version in voce Godhead con sode schitarrate industrial e cori da Dies Irae, la seconda Classic Version come una bizzarra fanfara sinfonica, arrivando all'ultima Piano Whisper che risulta tutto sommato la più originale e gradevole delle tre, essendo la più distante dalla matrice, col suo malinconico pianoforte seguito dal rumore una pioggia incessante. Dopo 12 minuti di ritornelli sempiterni, l'ascoltatore medio può accusare qualche sintomo di elefantiasi genitale, ergo l'ultimo pezzo risulta per forza di cose un piccolo sollievo. Nonostante sia di per sé un brano senza infamia e senza lode, è apprezzabile tuttavia in quanto trattasi (anche questa) di una cover decisamente lontana dall'originale dei Technohead (di cui raccomandiamo caldamente il video su YouTube: http://www.youtube.com/watch?v=debz6hbslpE, foss'anche solo per il trio di reduci di San Patrignano che ne sono protagonisti), cantata stavolta da un certo Enrice S. Perez anzichè da Martin Von Auen. E' attorno a quest'ultimo, come possiamo dedurre dal nome di questo progetto, che sono puntate tutte le luci: da ex-membro dei Creativ (dei quali il chitarrista Ruediger Feuerbach fonderà poi i Keimzeit, gruppo abbastanza noto in madrepatria) e dopo aver pubblicato un disco solista ("Himmel und Hölle"), fonda nel 2002 il Projekt con il supporto di Sebastian Luck e Tommy Feiler, coi quali si vota all'industrial -a detta loro- sperimentale.
Sotto "Sweet Dreams EP" c'è sicuramente un ottimo lavoro di missaggio e scelta degli effetti su voce e strumenti, ma musica del genere è fondamentalmente un uovo senza tuorlo, dunque lavorando sull'albume si possono adescare all'amo parecchi metallini in giro per il mondo. La storia "tutto fumo e niente arrosto" è di ataviche origini, ciononostante questo EP non risulta completamente deplorevole nella sua lieve superfluità.
"Sweet Dreams (Radio Version)" e "I Wanna Be A Hippy" sono direttamente scaricabili dal loro spazio MySpace, gli amanti del genere sono quindi tutti invitati, in attesa dell'imminente album "My Way". Ci si augura che, una volta accortisi di quanto sia bello -e soprattutto utile- campare a cover, prima o poi si dedichino anche a pezzi propri, magari per il full-length.
Tiziana Brombin
Voto:
5,5
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