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Chi non muore si rivede. Le tracce di questa band si perdono nel lontano 1998, allorquando venne stampato il loro debutto (dopo qualche demo) “Reawakening pride once lost”, discreto mix di folk celtico e metal estremo simil-black prodotto addirittura dalla Century Media. Da allora, tantissimi problemi di line-up e contrattuali hanno minato la salute di questa band. Problemi che evidentemente hanno lasciato scorie pesanti, in quanto ci troviamo di fronte ad un album che non funziona come dovrebbe: suoni slegati, songwriting per lunghi tratti scontato e piatto, problemi anche tecnici (vedi voce pulita) e per finire si nota anche che tutti i cambiamenti nel sound (riduzione degli aspetti celtici e rallentamento di quelli metal) non hanno giovato. Volendo sparare sulla croce rossa, si potrebbe anche parlare della copertina, ma lasciamo stare. A salvare questo disco dalla stroncatura totale ci sono solo alcuni spunti più ispirati, per lo più sparsi nelle canzoni, che però non riescono a portare questo album sino alla sufficienza. Continuo a pensare che se si vuole ascoltare metal estremo con forti tinte di folk celtico, bisogna rivolgersi altrove. (Chi ha detto Primordial ? )
Reje
Voto:
5
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