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Vento carezzevole sulle guance, dita che scivolano giù per la schiena, cadenze ritmiche quasi cardiache come per avvicinarsi a chi li accoglie. In ogni stagione, in ogni silenzio, in ogni luogo. Cieli ora spalancati dal sole ora spezzati dal ghiaccio che va sciogliendosi. Acqua ora a rade salubri gocce ora vaporizzata in persistente nebbia. Questo intravedo nel percettivo o sensoriale mondo di Tangled Wool e molto di più. Di grande suggestione è la serie d’immagini evocati dalle sonorità che, grazie anche all’avanguardia della strumentazione di cui la tedesca City Centre Offices dispone, Xela è stato in grado di proporre rispetto alla vecchia label sotto la quale esordì (Neo Ouija), distogliendo l’attenzione dal progetto a due di produzione Yasume col quale lavora abitualmente.
L’appena 23enne John Twells, o per meglio dire Xela, si riaffaccia infatti sul mercato musicale dopo il debutto “For Frosty Mournings and Summer Nights”, primo solido anello da annettersi alla fragile catena del “folktronic” dei paesi freddi accanto a gruppi come Four Tet, Mùm, Boards of Canada, ma già con una sua chiara personalità che punta sullo sperimentale e sul naturale gelo elettronico. Questo Tangled Wool si propone invece più “umano” ed intimo. Non minimale, non ambient, non elettronica, quanto piuttosto un trittico fragile eppure compatto entro cui ogni frammento non prevarica, non ostenta, ma completa, arricchisce, prende dolcemente per mano. Per questa unità non c’è un brano su otto che sormonti un altro, ogni traccia è un’orma lungo una traiettoria comune.
Tocco romantico ed etereo è dato dalla chitarra acustica che disegna lo scheletro melodico d’ogni passo, la voce invece compare fugace e solo in “Drawing Pictures Of Girls”, come elemento quasi di monotono rammarico. Una piccola, pulita e semplice perla destinata nella maggior parte dei casi a giacere impunemente sotto la polvere, dopo esser stata liberata la sera del dì di festa e mai più altrimenti, non certo per paura d’esser consumata, quanto piuttosto secondo luogo comune: non si ha mai tempo per compiacere la pace, l’acqua che ti lava, o un momento di intimità con sé stessi attraverso cui trascendere la quotidianità.
Tiziana Brombin
Voto:
7+
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