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Blues scarnificato, scuro ed urticante senza perdere d'accessibilità, anzi, proponendo anche melodie quasi pop, come in Crank Heart e I luv The Valley Again, in apertura. Ma è solo l'inizio, e traccia dopo traccia gli xiu xiu mettono bene in luce le proprie nevrosi stilistiche. La voce di Jamie Stewart, mente della musica, si trascina sofferente e talvolta isterica per questa manciata di brani che puntano all'essenziale: sembrano solo abbozzate queste tracce, eppure complessivamente non lasciano senso d'incompletezza, al limite il desiderio di ripercorrerle ripetutamente per coglierne sempre meglio l'essenza, sfuggente, dolcemente abrasiva, anche nei momenti più cupi e rumorosi. Incursioni elettroniche, minimali talvolta, come nella splendida Bunny Gamer, dai toni quasi dance, come in Brian The Vampire. Una forte vena avanguardistica, sempre presente, emerge prepotente e meravigliosamente in Support Our Troops, che ricorda un po' i Sonic Youth, un po' i Death Ambient (o qualche uscita zorniana affine). Solo voce e chitarra la title track rammenta, come altri momenti dell'album, le movenze di Syd Barret. Clowne Towne è quasi orchestrale, mentre la conclusiva Mike richiama i Calla di Custom, e corona un album davvero bello. Terza prova che non delude quindi e che anzi lascia curiosi sui futuri sviluppi.
Alex Resca
Voto:
7,5
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