BIRD YORK

"Velvet Hour"

(Blissed Out Records)

2005

1. Haunting You
2. Open Wider
3. Wicked Little High
4. Had a Dream
5. Save Me
6. Remedy
7. Lovely Things
8. Come Be With Me
9. Up in Flames
10. In the Deep
11. Never Gonna Find Us
12. Have No Fear

Se Shania Twain non fosse un'oca, e se non si fosse ridotta al becero pop da tardone nell'anima, probabilmente è così che canterebbe. Tuttavia, posto che se non è zuppa è pan bagnato...meno rock di Sheryl Crow, meno pop di Dido e meno brutta di Céline Dion, la signorina Kathleen 'Bird' York non è una new entry a tutti gli effetti: prima di cogliere la palla al balzo in occasione della colonna sonora di "Crash - Contatto Fisico" (regia di Paul Haggis), per cui presta il brano "In The Deep" e grazie al quale riesce a lanciare il disco solista, ha lavorato come vocalist negli scozzesi Blue Niles e per il secondo disco di Peter Buffet, "Sugarbaby", facendo seguito a sporadici brani per la serie di "The O.C." ed altri film meno famosi ("Shelter Island" e "Betrayed" tra essi). Andando ancora più a ritroso nel tempo ritroviamo il nome di Kathleen York nella rosa di attori per la serie americana "The Left Wing", grazie alla quale un primo posticino ad Hollywood fu accaparrato.
Il suo esordio da solista "Velvet Hour" esce nel settembre 2003 e giunge a noi europei con ben due anni di ritardo. Sfogliando il libretto, tra i credits si leggono molti nomi interessanti, come Larry Klein (Joni Mitchell) alla produzione, Thom Russo (Macy Gray) al missaggio, ciononostante tanto lusso suona un po' come un pulirsi il culo con la seta: in 50 minuti scarsi di musica ben difficilmente il timbro della sua voce o delle melodie prese di per sè riescono ad uscire dall'anonimato totale, eccezion fatta forse per "In The Deep", brano che, ricordiamo, fa parte di una colonna sonora e stona abbastanza con il resto del disco. (il + nel voto è proprio merito di questo pezzo)
Tra un sospiro sensuale, una carezzina di pianoforte ed un arpeggino di acustica, i singoli brani non riescono ad essere abbastanza "credibili" nè da evocare particolari suggestioni nè da trascendere quella annoiata/annoiante mediocrità di fondo che impedisce di distinguere un pezzo dall'altro. In totale, un farraginoso mucchio di musica leggera; ma così leggera... che il vento se la porti.


Tiziana Brombin

Voto: 5+

www.birdyork.com