KURT DONALD COBAIN (20/02/1967 - 08/04/1994)

Nascita di un artista

20 febbraio 1967. Ad Aberdeen, nello stato di Washington, nell’oscura provincia d’America, ormai parte del nostro immaginario come cornice di storie maledette alla Twin Peaks, nasce sotto il segno dei pesci, Kurt Cobain. Come se nel suo codice genetico fosse già impresso il suo futuro, fin da piccolissimo adora i Beatles, veste come John Lennon e finge di suonare la chitarra. I genitori, un meccanico ed una segretaria, Donald e Wendy, tentano di assecondare i desideri del figlio, regalandogli una chitarra e una batteria giocattolo. Ma l’arte è spesso sinonimo di sofferenza, e probabilmente il grande impulso verso il mondo dell’espressione artistica, oltre ad una cittadina senza svaghi e dove impera l’alcholismo, glielo dà il divorzio dei genitori, avvenuto quando lui aveva appena 8 anni (“Fui affidato ai parenti. Prima uno...poi un altro e...un altro ancora. Per me tutto diventò nero e cominciai ad essere sempre più depresso.”). Vinse in quegli anni diversi concorsi artistici, e nel 1977 scoprì i Sex Pistols (soprattutto Sid Vicious, aggressivo e vulnerabilissimo al tempo stesso) sbarcati in America dove il punk, se esisteva, era tutt’altro! A 14 anni imbraccia la sua prima vera chitarra e a 17 sostiene un provino entrare nei Melvins, non superandolo.

Destini che si incrociano

A rigor di logica, la storia dei Nirvana, dovrebbe iniziare non nel 1967, ma 2 anni prima, con la nascita di Krist Novoselic, a Compton, da una famiglia di immigrati croati, subito trasferitasi però ad Aberdeen. Tuttavia è impossibile negare che la band altro non fosse se non l’incarnazione delle idee del suo “maledetto” leader Kurt Cobain. La conoscenza tra i due avviene proprio all’interno del gruppo di amicizie dei Melvins, che ad Aberdeen pare l’unica via di fuga da una vita grigia e monotona. Il primo batterista è poi lo stesso Dale Crover dei Melvins. I tre iniziano a suonare, Kurt lascia addirittura la scuola per lavori saltuari e serate a base di acidi e psicofarmaci. Nel 1985 esce il loro primo demo-tape, nel quale Cobain e soci si celano sotto lo pseudonimo di Fecal Matter.

Fuga da Aberdeen

A 19 anni Kurt si sposta ad Olympia, vivace cittadina limitrofa, sede universitaria. Due avvenimenti segnano la sua “nuova” vita: la prima esperienza con l’eroina e la prima esibizione live, con i Brown Towel (storpiato nella locandina in “Brown Cow”) alla GESCO Hall. Ad Olympia, capitale dello stato di Washington, Kurt comincia a disegnare, scrivere testi e provare seriamente con i Nirvana. Affascinato dalla figura di Calvin Johnson, leader dei Beat Happening e fondatore della K Records, comincia ad interessarsi a tutta la scena musicale underground (dai Vaselines ai Meat Puppets). Questo radical-rock, assieme ai Beatles e al punk, crea le basi del sound dei Nirvana, e, più in generale, del grunge. Un amalgama di stili differenti e di epoche differenti dello stesso genere musicale: il rock. Il termine acquista subito una forza devastante, viene identificato con Seattle, cuore della scena, e diviene sinonimo di brutto, sporco, cattivo, ma anche di rinnovamento, di non convenzionale.

Nell’88 i tre pubblicavano per la SubPop il loro primo singolo (Love buzz/Big cheese) e l’anno seguente l’album di debutto: “Bleach”. Questo viene registrato alla batteria da Chad Channing, presto sostituito dal giovanissimo punk ex-Scream, Dave Grohl. Nel 1990, assolutamente ignare di quello che sarebbe successo, alcune major tentarono di accaparrarsi i Nirvana. Vince la Geffen, con la quale Kurt e soci incidono “Nevermind” (con un budget di 287mila dollari!). Il singolo Smells Like Teen Spirit scalza dalle classifiche Dangerous di M. Jackson, precedendo Use Your Illusion dei Guns N’Roses; vero spartiacque tra un ipotetico “prima” e “dopo” musicale, totale ridefinizione di stili, mode e codici espressivi.

Intanto però l’equilibrio psicofisico di Kurt si fa sempre più precario, per via della sua scoliosi, aggravata dall’uso della chitarra a tracolla, e per dei problemi gastrici che aumentano a causa della sregolatezza dello stile di vita.

La rock-star riluttante

Nel 1992 Kurt Cobain sposa alle Hawaii, Courtney Love, leader della band femminile delle Hole; ultimo tentativo, forse, di vivere le sofferenze della vita non più da solo. Ma le voci sulla tossicodipendenza del ragazzo di Aberdeen si sommano ora alle certezze sull’uso di stupefacenti della moglie, anche durante la gravidanza della loro bambina Frances Bean. I due vengono spesso fermati dalla polizia anche per le furibonde liti domestiche, durante le quali vengono requisite numerose armi in casa Cobain. Alle domande dei giornalisti, il ragazzo emarginato dalla società, risponde in pieno stile Stelle-e-Strisce: ”Non è che io sia tanto forte. Non potrei fermare un bandito armato (…) e non voglio starmene a guardare mentre la mia famiglia viene stuprata e uccisa. (…) E talvolta è divertente andare a sparare al poligono”. Oltre ai titoloni a carattere cubitale, Courtney è anche la causa delle liti all’interno della band, generate dal suo consiglio a Kurt di diminuire le royalties sui brani al solo 10% per gli altri due membri.

Le vendite di Nevermind stimate dalla Geffen per 300mila copie, raggiungono i dieci milioni, ma la fama allontana i Nirvana dal loro pubblico.

Dopo un periodo di silenzio, il gruppo esce di nuovo con una raccolta di singoli e brani inediti, “Incesticide”, nel dicembre 1992.

La voce e chitarra dei Nirvana è divisa: da una parte c’è il successo, i soldi, una moglie e una figlia, che lo spingono verso l’integrazione sociale, la maturità; dall’altra, l’eroina, la voglia di rimanere eterni bambini, di non vivere i problemi dell’essere adulti. Afferma: “Se mi avessero avvertito di tutto questo schifo, ci avrei pensato a lungo prima di mettermi a cantare”, “Ho guadagnato un milione di dollari e l’ho speso in un anno”.

Nel 1993 i tre vogliono tornare in studio, sotto la supervisione di Steve Albini. Il risultato, In Utero, è un disco sofferto, che contiene tutti gli incubi di Cobain: angeli, feti, il cancro, l’ansia, l’insonnia.

Probabilmente comunque l’ultimo capito della storia dei Nirvana, ormai divisi al loro interno. Kurt annuncia di voler coltivare un nuovo progetto musicale con Michael Stipe dei REM.

In Utero innalza i Nirvana a miglior band del mondo per Mtv e “Rolling Stone”. La famiglia sembra aver dato stabilità a Cobain, che riesce a coronare i suoi sogni, quali conoscere William Borroughs.

Il canto del cigno

L’ultimo tour sembra però il “canto del cigno”. Prima l’overdose di psicofarmaci e champagne a Roma, poi il ritorno in patria dove minaccia il suicidio e viene ricoverato in una clinica per una terapia disintossicante. Dylan Carlson, chitarrista degli Earth e uno dei suoi pochi veri amici, è l’unico ad andarlo a trovare, e sarà lui a comprare a Cobain il fucile, col quale si suiciderà nella sua casa. Il corpo viene rinvenuto l’8 aprile. Alla seguente cerimonia funebre partecipano 10mila fans. Courtney Love, in pubblico gli dà dello “stronzo”: “Perché non sei rimasto?”…”Voglio morire prima di invecchiare” (My Generation), a 27 anni, come Jimi Hendrix, Janis Joplin e Jim Morrison.

 

Matthew Hopkins

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