Si esibiranno per la prima volta in Italia, escludendo uno showcase al Rainbow di Milano, il prossimo 8 Giugno, nella prima giornata del Gods of Metal a Monza, e il pubblico metallaro è più che mai diviso sull'accoglienza da dare al combo berlinese, reo per alcuni di non rientrare negli stretti e troppo indefiniti confini del metal. Sì, usano molta elettronica, e questo è senza dubbio il loro marchio di fabbrica, ma questi sei strani individui non solo fanno metal, ma lo fanno pesante e lo fanno bene. L'alternanza di riff di chitarra pesantissimi, suonati all'unisono dai due chitarristi, si alternano in modo eccellente con la tastiera di Flake e con i giri di basso di Oliver,basso che spesso è usato come unico accompagnamento del verso per uno sfociare di violenza e di potenza sulle chitarre dei ritornelli. Altra peculiarità dei Rammstein è il cantato strettamente in tedesco, che se da un lato attira i curiosi, dall’altro aumenta i sospetti degli scettici e li penalizza sul circuito musicale estero. I Rammstein nascono nel 1994, sono in sei: Till Lindermann (carismatico cantante e frontman), Richard Kruspe(primo chitarrista e compositore di gran parte della musica), Paul Landers (secondo chitarrista), Flake Lorenz (tastierista), Oliver Riedel (bassista), e Christopher Schneider (batterista). Il nome del gruppo, e di una delle prime canzoni scritte prende il nome da una base aerea militare tedesca (Ramstein), famosa per lo schianto, nel 1988, di tre frecce tricolore durante un'esibizione, con conseguente tragico bilancio di 70 morti e centinaia di feriti tra il pubblico. Provocazione di cattivo gusto ? Forse, ma nel corso della loro storia i Rammstein ci abitueranno a cose simili: i loro testi parlano spesso di morte e di sesso spinto,le loro esibizioni live hanno spesso raggiunto i limiti della censura (in America furono arrestati per aver simulato un rapporto anale durante uno show).  Ma è questo impatto sonoro-visivo che fa dei Rammstein un gruppo a sé, indefinibile, di grandissimo effetto soprattutto in sede live: i loro show sono farciti di effetti pirotecnici maestosi e accuratissimi, di trovate sceniche ricercatissime, di giochi di luci e fumo. Portano in scena lanciafiamme, microfoni che si incendiano, bacchette del batterista che durante gli assoli prendono fuoco e tanta, tanta potenza. In conclusione i Rammstein rappresentano una realtà forte del metal moderno, usano l’elettronica ma lo fanno sapientemente, senza mai sfociare nel banale e nella commercialità più bieca. Li aspettiamo al Gods, in uno stadio che, scommeteteci, sarà messo letteralmente a ferro e fuoco dai sei, con reazioni che andranno dallo stupore di chi non li conosce al godimento dei loro fans, come il sottoscritto, che non vede l’ora di vedersi davanti Till e soci a sparare fiammate nel cielo italiano sulle note di Du Hast.

 

Marco Mazzetti